mercoledì 2 dicembre 2015

Da qualche parte nel mondo e...Paste di Meliga

"Mai ho aspettato il corriere come questa volta. Suona il campanello, una firma, lo scarto: Da qualche parte nel mondo è mio!
Leggo d'un fiato i primi capitoli e già mi sono innamorata..."
Così scrissi qualche tempo fa pubblicando la foto del romanzo di Chiara Cecilia Santamaria sulla mia pagina Instagram (vedi? qui!)
Tanta era l'attesa di leggere Chiara scrittrice, che già conosco per il suo blog - tra i più seguiti d'Italia tra l'altro -  Ma Che Davvero?, dove con il suo stile schietto e sincero si racconta, si interroga e condivide la vita.
Lei coinvolge, trascina, incuriosisce e questo stile l'ho ritrovato nel suo romanzo, la cui storia - forte nei sentimenti contrastanti - mi ha conquistata.

AUTORE: Chiara Cecilia Santamaria

EDIZIONI: Rizzoli

PREZZO DI COPERTINA: € 18,00










"  "Lara!Ti sei innamorata in un pomeriggio?" le chiese, incredula.
   "No" risponde lei, come fosse la cosa più naturale del mondo.
   "In un attimo."

Lara, diffidente e impulsiva. Malinconica e anticonformista.
Lara, dall'animo inquieto e insicuro, bisognosa d'amore, di fiducia, alla continua ricerca della felicità.
Questa è l'indiscutibile protagonista del romanzo. Ventenne segnata da un'infanzia tra gli agi e il prestigio della borghesia romana strappati in una notte da un padre, truffaldino e latitante che lascia lei e la madre - Adele - a doversela cavare in una Roma nuova.
Quelli che un tempo erano amici voltano le spalle a chi ha perso tutto: status, ricchezza, conoscenze importanti... così, nel quartiere popolare dove ora vivono, Adele è costretta a lavorare in bottega per poter andare avanti mentre Lara studia.
Ed è proprio tra i banchi di scuola che Lara incontra una delle persone più importanti: Elena, compagna di banco, leale e generosa, completamente diversa da Lara ma, anche lei, con una storia di "mancanze" affettive alle spalle e forse, è proprio ciò che fa sì che il loro legame sia forte e duraturo.
Ottimista di natura, innamorata della vita, sprona fino all'ultimo l'amica a seguire i suoi sogni, a credere nel suo talento, a diventare l'artista qual è.

" " ....Leni, ci pensi? Non è incredibile che io gli sia piaciuta?"
  "No" sorride Elena "io l'ho sempre saputo." "

E' infatti nella pittura che Lara si rispecchia e riversa il suo mondo, i suoi sentimenti, i suoi drammi e amori e che la porterà a Londra ma soprattutto sarà il veicolo con il quale capirà se stessa mettendo in dubbio certezze e principi.

"... E adesso lei capisce. Capisce il "non potevo fare altrimenti", il "perdonami, se puoi", il "dovevo". Lo capisce anche se nessuno è mai tornato a dirglielo. Ma ora lei sa, e la voce che sente dentro ora le sembra anche la sua.
    "Dovevo farlo. Dovevo. Era ineluttabile. Era un richiamo alla vita, alla salvezza, alla compiutezza, al piacere troppo forte per essere ignorato, troppo meraviglioso per rinunciare. Dovevo farlo. [.....]
Dovevo amare qualcun altro. E dovevo anche tornare a chiederti un perdono che, sapevo, non mi avresti concesso."

Ed è ad Adele che mi rivolgo quando penso alle mie Paste di Meliga.
Donna e madre prevaricatrice, oppressiva che, non riesce a superare il disprezzo per il marito e finisce per essere madre a metà, troppo occupata a rimpiangere il passato o a preoccuparsi del contegno.
Una donna, capace di farmi arrabbiare per un abbraccio non dato, per una libertà non concessa ma che con le sue mancanze appare così umana.
La sua umanità - materna -  mi colpisce leggendo il testo seguente, riportandomi, appunto ai biscotti, dove un gesto così semplice come quello di prepararli, racchiude in sè molte parole e questo stesso gesto me la fa sentire più vicina: in fondo è una madre che - sbagliando nei modi e nei gesti - vuole comunque il bene per la figlia.

"...L'equilibrio le sembrava di riprenderlo solo svegliando Lara con un  bacio, come quando era piccola, per attutire la sua caduta dai sogni. Indugiava con il naso sull'orlo delle sue lenzuola per tenersi dentro quell'odore caldo, come una medicina. La figlia si alzava stropicciata e insofferente, trascinando braccia e gambe fino al tavolo della colazione.
Sedeva inebetita, lasciandosi andare a un sorriso solo quando l'odore di latte caldo e biscotti la avvolgeva coma una seconda coperta.
Adele se ne compiaceva, perché in quel profumo che aveva meticolosamente preparato risuonavano parole come " a casa", "tutto a posto" e anche
"ti voglio bene"."
Paste di Meliga
Porzioni
35 pezzi
 
Ingredienti
100 gr farina mais tipo Fioretto
120 gr farina 00
75 gr zucchero
scorza di 1/2 limone
pizzico di sale
100 gr burro
1 uovo
 
Procedimento
In una ciotola uniamo tutti gli ingredienti secchi: farine, zucchero,scorza di limone e sale.
 
Amalgamiamo ed uniamo burro e uovo.
 
Lavoriamo velocemente fino ad ottenere un impasto compatto e appiccicaticcio.
 
Formiamo i biscotti con l'aiuto di una sac a poche con beccuccio a stella aperta (io faccio delle strisce di circa 10 cm che poi vado a chiudere per formare un tondo) o semplicemente a mano formando delle palline e poi schiacciandole un po'. Non è infatti un impasto che si può stendere con il matterello.
Inforniamo in forno preriscaldato a 180° per circa 15 minuti.

 
A cottura ultimata, lasciamo freddare prima di spostare i biscotti, caldi sono fragili e potrebbero rompersi...
Considerazioni
E' tra i miei biscotti preferiti, i biscotti che da sempre fanno parte della mia casa, della mia tradizione, della mia terra e perciò non posso che parlarne bene. E poi quanto sono buoni!!!!

Yummy!
 
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2 commenti :

  1. Mi è venuta voglia di leggerlo Mary, e naturalmente di provare la ricetta ^^

    Un abbraccio!

    Laura

    www.alidipolvere.it

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  2. E' tanto che non li faccio questi biscotti, sono spettacolari !

    RispondiElimina

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